Aiutare tuo figlio a fare i compiti, senza impazzire!
Corso di sopravvivenza domestica per genitori disperati.
Spesso i genitori vengono da me a chiedere di far diventare autonomo il proprio figlio nello studio, ma non hanno idea di quanti livelli di autonomia esistono e come questi siano relazionati all’età e al grado di scuola frequentata!
Per semplificare le cose faremo una scala che va da 0 a 5, dove 0 è completamente non autonomo e 5 è completamente indipendente. A seconda di dove sono situati i vostri ragazzi cambiano gli obiettivi di lavoro e le strategie da applicare.
Livello 0: il ragazzo non fa nessun tipo di compito da solo, ha bisogno della costante presenza del genitore che lo osserva fare i compiti. In nessun grado di scuola bisognerebbe trovarsi a questo punto, ma ehi non spaventatevi, si può lavorare su tutto con impegno e costanza.
Livello 1: il ragazzo fa i compiti con il genitore seduto vicino, il genitore spiega l’esercizio poi si volta a fare altro. Prima e seconda elementare.
Livello 2: il ragazzo fa i compiti con il genitore nella stessa stanza, ma non seduto vicino. Legge da solo la consegna, quando non capisce un esercizio chiede spiegazioni. Per lo studio necessita del supporto dei genitori, che lo aiutano con la schematizzazione e lo ascoltano tutte le volte che ripete. Dalla terza alla quinta elementare.
Livello 3: il ragazzo fa i compiti in camera sua, chiede spiegazioni al genitore solo in caso di necessità, il genitore lo aiuta nella gestione del carico di compiti. Il genitore ascolta l’interrogazione e da un feedback sulla preparazione del ragazzo. Il genitore gestisce il rapporto con la scuola. Dalla prima alla terza media.
Livello 4: il ragazzo fa i compiti in camera sua, chiede spiegazioni al professore in caso di necessità. Il ragazzo può ripetere la lezione al genitore però senza che questi debba fornirgli un feedback. Inoltre il ragazzo si gestisce in piena autonomia il carico di compiti e inizia a comunicare in modo autonomo con i professori, il genitore è comunque informato di tutto ciò che concerne il modo scolastico del figlio. Dalla prima alla quarta superiore.
Livello 5: il ragazzo fa i compiti in camera sua, se non capisce qualche cosa analizza il problema e lo fa presente al professore. E’ capace, in modo autonomo, di valutare la sua preparazione. Quando necessita di spiegazioni ulteriori riesce in modo indipendente a trovare soluzioni funzionali (facendo ricerche on line o chiedendo ai pari). Il genitore interviene solamente per quanto concerne la firma del P.D.P (fino alla maggiore età del ragazzo) e nei colloqui, ma non si preoccupa in nessun modo nell’attività di studio del ragazzo.
Quinta superiore.
Avete identificato dove si trova vostro figlio?
Probabilmente età e livello di autonomia non corrispondono. Non preoccupatevi ci sono dei veloci trucchetti con i quali potete migliorare la situazione!
L’importante è fare le cose lentamente e per gradi, se il ragazzo è alle superiori, ma è ancora al livello due non potete farlo saltare direttamente al livello 4 o 5, ma dovrete fare tutti i piccoli step!
Siete a livello 0!
Primo obiettivo: far si che il ragazzo faccia (e non faccia bene) i compiti senza che il genitore lo guardi direttamente. Nel caso in cui il ragazzo si blocchi possiamo offrirgli un patto: tu fai, bene o male, un esercizio e io faccio i due seguenti. il genitore può sedersi al tavolo con un libro, il telefono, delle carte da sistemare, spiega l’esercizio al ragazzo e si gira a fare altro fino a che questi non ha scritto qualche cosa. Ricordatevi che il vostro obiettivo ora è che scriva qualche cosa da solo anche se fatto male!
Secondo obiettivo: far si che il ragazzo faccia i compiti con una certa dose di correttezza (circa il 60/70%). Ad esempio potete proporgli: “se l’esercizio è sbagliato io faccio quello successivo, se è corretto, io faccio i due successivi” o ancora se utilizzate un sistema a token per gratificarlo potete dare doppio token per gli esercizi corretti e un token solo per quelli sbagliati. Se non sapete cos’è una token economy non abbiate paura, è l’argomento del prossimo articolo!!! Il genitore spiega la consegna si gira e attende che il ragazzo faccia l’esercizio, lo controlla e guarda se è corretto o meno!
terzo obiettivo: fin’ora avete controllato dopo ogni singolo esercizio, adesso allungate progressivamente il numero di esercizi fino a che non fa tutto il compito senza che sia necessario che guardiate e gli diciate di andare avanti!
Siete arrivati fino a qui! ottimo siete pronti per il prossimo step
Siete al livello 1
Obiettivo 1: iniziare a svolgere gli esercizi senza il genitore seduto vicino. Spiegate la consegna, poi con una scusa vi alzate per fare altro. Come nell’esempio precedente, il vostro obiettivo e l’esercizio svolto e non svolto correttamente, rinforzate anche in caso di esercizio sbagliato perchè il vostro scopo è di farlo scrivere! Ricordatevi che deve essere il ragazzo ad aprire il diario e andare alla pagina corretta, non sostituiamoci mai a loro!
Obiettivo 2: svolgere gli esercizi con un certo grado di correttezza e in assenza del genitore. Il genitore legge la consegna e poi si assenta mentre il bambino svolge l’esercizio. Come nell’esempio precedente si può pensare di dare una gratificazione maggiore per tutti gli esercizi corretti.
Obiettivo 3: leggere in autonomia la consegna e chiedere solo nel caso in cui non sia stata capita. Il genitore non legge la consegna al ragazzo, se il ragazzo non comprende la consegna il genitore provvede a rispiegargliela.
Siete al livello 2.
Obiettivo 1: Non essere presente nella stessa stanza e aiutarlo a iniziare da solo. Il genitore aiuta il ragazzo a capire cosa c’è da fare in quella giornata poi si assenta dalla stanza. Nel caso un esercizio non sia stato capito il genitore non da la soluzione, ma cerca di farlo ragionare sulle parte salienti della frase e soprattutto fa osservare l’esempio al fine di poterne estrapolare l’istruzione, se l’esempio non è presente il genitore può svolgere il primo esercizio, solo se tutto ciò non funziona il genitore darà la soluzione.
Obiettivo 2: Autonomia nel ripetere la lezione. Il genitore ascolta solo dopo che il ragazzo ha ripetuto in modo autonomo almeno due o tre volte e fornisce un feed back sulla preparazione, invitandolo o meno a ristudiare.
Siete al livello 3.
Obiettivo 1: iniziare ad analizzare da solo i problemi che incontra. Il ragazzo fa i compiti da solo nella sua stanza. Nel caso un esercizio non sia stato capito il genitore non da la soluzione, ma cerca di farlo ragionare sulle parte salienti della frase e soprattutto fa osservare l’esempio al fine di poterne estrapolare l’istruzione, se l’esempio non è presente il genitore può svolgere il primo esercizio, se tutto ciò non funziona il genitore NON darà la soluzione, ma spronerà il ragazzo a chiedere all’insegnante una spiegazione ulteriore, anche se questo comporta l’andare a scuola senza i compiti.
Obiettivo 2: Il genitore ascolta solo dopo che il ragazzo ha ripetuto in modo autonomo almeno due o tre volte e NON fornisce feed back sulla preparazione, chiede al ragazzo se per lui la sua preparazione è o meno sufficiente, genitore e figlio possono ragionare insieme sulle proprie posizioni, se il figlio ritiene che la preparazione sia sufficiente anche se il genitore non è d’accorto “vince” il ragazzo e non dovrà ristudiare la materia. Ulteriori ragionamenti verranno fatti a posteriori dopo l’interrogazione se il risultato non è stato positivo.
Obiettivo 3: autonomia di organizzazione. Il genitore non controlla più il diario dei compiti, non controlla neanche che questi siano o meno fatti. Interverrà solamente nel caso di voti insufficienti.
Siete a livello 4
I vostri ragazzi stanno diventando adulti, presto andranno a votare, bisogna dare loro quelle responsabilità che sono proprie del mondo adulto.
Obiettivo 1: spronarlo a parlare da solo con i professori in caso di necessità. Se maggiorenne sarà lui a firmare il PDP, quindi dovremmo informarlo accuratamente di quali sono i suoi diritti e incentivarlo a proporre le sue modifiche al piano didattico personalizzato.

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